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Una domenica che ricorderà tutta la vita, quella che ha appena vissuto Stefano Turati, passato dall’anonimato all’essere un eroe. Anche se solo per un giorno.

Stiamo parlando del portiere del Sassuolo, di appena diciotto anni, schierato in campo dal primo minuto da Roberto De Zerbi, complice i problemi fisici di Consigli e l’indisponibilità del dodicesimo Pegolo: era lui il prescelto per difendere la porta emiliana all’Allianz Stadium contro la Juventus.

Un esordio particolare, difficile, ricco di emozioni, in casa dei campioni d’Italia. E se molti, alla lettura delle formazioni, profetizzavano una goleada per il povero Turati, con il pronostico tutto a favore della Vecchia Signora, è costretto a ricredersi, perché il Sassuolo, che ha strappato un punto alla squadra di Sarri, deve ringraziare soprattutto il suo estremo difensore, perfetto sulla punizione di Ronaldo e sul tap-in sottoporta di Higuain.

IL PRIMO PORTIERE POST 2000

Turati è diventato anche il primo portiere nato negli anni Duemila a esordire in serie A. E a fine gara non riesce proprio a trattenere l’entusiasmo: “Sinceramente non so cosa dire, troppe emozioni – dice ai microfoni di Dazn – Sono un po’ sconvolto, è successo tutto velocemente, non me lo sarei mai aspettato, è una soddisfazione enorme per me. Quella su Ronaldo stata la parata più importante, quella che mi ha svoltato è stato il passaggio filtrante su Locatelli, mi ha messo un po’ a posto perché ero molto emozionato“.

De Zerbi non ha scommesso su Turati, ma lo ha scelto perché questo ragazzo che è nato nel settembre del 2001, e che quindi è da poco maggiorenne, è un portiere dal sicuro avvenire. Quest’anno ha giocato molto poco con la Primavera, 3 partite e 10 gol incassati, perché con l’infortunio di Pegolo è stato promosso in prima squadra in pianta stabile. Ma nonostante le poche presenze si è guadagnato la convocazione con la nazionale Under 19 dell’Italia.

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I COMPLIMENTI DI BUFFON

A fine gara, con grande fair-play, sono arrivati i complimenti di Gigi Buffon, idolo del portiere: “E’ stato un onore giocare contro Buffon, quando ero ragazzo guardavo lui. Mi ha detto ‘bravissimo’ alla fine della partita, sono in una bolla, non sto capendo più niente“. De Zerbi anche ha speso parole bellissime: “Il ragazzo è matto completamente, ieri l’ho chiamato nella hall dell’albergo e l’ho esortato a far uscire la sua pazzia… Gli ho detto di vivere tranquillo e godersela, che se non dormiva era normale, ma di non avere troppe aspettative, troppa ansia – racconta il tecnico ai microfoni di Dazn -. Quando giocavo mi è capitato di non gustarmela, mi sarebbe dispiaciuto se fosse capitato anche a lui perché tra vent’anni avrebbe avuto il rimorso. Tanto al massimo perdevamo...”.

Ma il primo messaggio di Stefano Turati è tutto per una persona speciale: “La prima cosa che farò sarà scrivere a mia mamma“.

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