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Dici Argentina, dici danno. Tre anni fa, esattamente sulla stessa e identica pista, cominciava una delle rivalità più accese di tutti i tempi nel mondo delle due ruote: quella fra Marc Marquez e Valentino Rossi. Un duello all’ultimo sangue, a pochissimi giri dal termine il pesarese concretizza una folle rimonta, passa lo spagnolo che non ci sta e nel tentativo di rimettersi in coda cade a terra colpendo la ruota posteriore di un Rossi ignaro e innocente.

Quella stagione finirà malamente per l’azzurro, con un epilogo incredibile che si chiuderà sì a Valencia, ma già due settimane prima a Sepang sancì la perdita del titolo di Valentino. Tutto accade nei primi giri, Lorenzo prende il largo, Valentino in bagarre per la seconda piazza con Marquez che, fuori dai giochi iridati, diventa protagonista a tutti i costi frenando la corsa dell’italiano e facendoli da tappo, con contro-sorpassi al limite del regolamento.

Rossi reagirà, porterà all’esterno Marco facendolo cadere: così come cadde la possibilità del decimo Mondiale, penalizzato con l’ultima posizione nel Gp finale. Accadrà di tutto, soprattutto, accadrà che Marquez diventerà il pilota più chiacchierato nel paddock da lì agli anni a venire.

Due anni seguenti di apparente ascia di guerra deposta, nessun episodio in particolare da rimarcare, fino a ieri. Fino a quando accade praticamente di tutto: sin dalle prove libere Marc si fa notare per alcuni tagli di strada fuori luogo, per essere un banale venerdì. Il giorno della gara è un one man show. Si spegne la moto in partenza, da regolamento deve schierarsi in fondo e dai box, lui contromano spinge la due ruote e si rimette in griglia nella posizione originalmente prevista.

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Parte dalla sesta piazza, viene penalizzato per la manovra con un passaggio ai box, ricomincia dall’ultima e preso dalla foga per la remuntada non guarda in faccia a nessuno. Prima entra a bomba sul connazionale Alex Espargaro, lo tampona, per miracolo non cade giù e si scusa. Verrà penalizzato, costretto a restituire la posizione allo spagnolo.

Dovrà ricominciare da capo, questa volta arriva senza ulteriori tamponamenti fino alla sesta piazza, occupata da Valentino Rossi, è l’inizio della fine. Nello stesso identico punto dove aveva quasi gettato al suolo Espargaro, prova un sorpasso dove la porta è ormai chiusa su Vale, che viene colpito, fino a finire a terra sull’erba. Inveisce, Marc si scusa, ma ormai è troppo tardi: per Rossi pesanti punti Mondiali ormai perduti, Marquez subirà 30 secondi di penalità restando a quota zero.

Al termine della corsa si recherà al box di Rossi per scusarsi, ma Vale si nega e nessuno del suo staff accoglierà a braccia aperte lo spagnolo, intimandolo a non presentarsi più al box Yamaha. Un weekend inguardabile, per un talento indiscusso 4 volte iridato in Moto Gp a soli 25 anni, che anche ieri volava dove gli altri semplicemente correvano. Avrebbe potuto attendere la curva successiva per passare un Rossi decisamente più lento, ma come spesso gli è accaduto mostra il punto debole tipico di chi si sente onnipotente e non considera alcuno se non i propri interessi.

Squalifica o no nella prossima gara tutto è cambiato, nulla sarà come prima. E se ne vedranno delle belle, caro Marc!

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