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Il gioco d’azzardo è una delle macchine economiche più redditizie d’Italia. Nell’ultimo anno, l’industria del gambling ha fatturato 95 miliardi di euro. Non solo casinò, ma anche e soprattutto gioco online, che ha permesso un’espansione più massiccia e un gioco più semplice e regolare.

Un fattore fondamentale per gli enti è stata sicuramente la pubblicità. Soprattutto nelle televisioni, dove possiamo notare frequentemente spot che presentano promozioni riguardanti siti di scommesse e giochi d’azzardo. In questo modo si cercano di coinvolgere sempre di più nuovi clienti, ma anche di affascinare ancor di più quelli già affezionati. Per molto tempo è stata mossa la critica riguardante il fatto che non fosse possibile pubblicizzare qualcosa che creasse dipendenza. Insomma, visto il fenomeno sempre più in voga del GAP (Gioco D’Azzardo Patologico), non era giusto mostrare su uno schermo, visibile ad orari in cui la televisione viene guardata anche da bambini e persone a rischio, spot riguardanti il gioco d’azzardo. Per questo, le istituzioni sono intervenute con il decreto legge dell’8 agosto 2016, in cui venivano banditi gli spot sul gioco d’azzardo legale. Non in toto, ovviamente: non possono andare, tuttora, in onda dalle 7 alle 22 sulle reti generaliste di RAI, Mediaset, LA7, TV8, la Nove e sui canali tematici per i minori. Via libera, invece, per quanto riguarda canali specializzati e le pay tv, vale a dire Mediaset Premium e Sky. La Legge di Stabilità dello stesso anno, inoltre, mette in luce quali sono le sanzioni: da 100mila euro a 500 mila euro “al soggetto che commissiona la pubblicità, al soggetto che la effettua” e “al proprietario del mezzo con il quale essa è diffusa“.

ASSIVIP MAG  Matteo Salvini: quattro curiosità sul politico italiano più popolare di Facebook

I Grandi investimenti televisivi

I dati, che sono stati sviscerati da uno speciale pubblicato su Gaming Report, mostrano come la spesa degli operatori di gioco d’azzardo in campagne pubblicitarie sia molto massiccia. Nel periodo compreso tra gennaio e settembre 2017, sono stati spesi circa 45,9 milioni di euro, con un incremento dell’1,8% rispetto al 2016. Le società che hanno investito di più sono Sisal, Bet365m William Hill, Lottomatica e Bwin. La maggior parte della spesa viene fatta per gli sport televisivi, che ammonta a 39,4 milioni di euro. Anche in questo caso c’è un aumento rispetto alla scorsa annata, del 3,8%. Notevole il rialzo della percentuale della radio, che passa da €204.000 a 2 milioni, un incremento del 900% rispetto all’anno passato, ma comunque proventi molto meno importanti rispetto alla televisione. In flessione, invece, la pubblicità sui giornali, che passa da 2,9 milioni di euro a 1,5, mentre sui periodici da circa 500mila euro a circa 350mila.

Sorprendentemente, a crollare è anche la pubblicità su Internet, in discesa addirittura del 32%. La televisione, dunque, dà ancora introiti maggiori rispetto al web e uno spot sul piccolo schermo colpisce sicuramente di più di una pagina su Internet. Comanda il gioco online In riferimento ai vari segmenti di gioco, a comandare è sicuramente la pubblicità riguardante il gioco online. Il 96% di questi investimenti è stato destinato per le televisioni, mentre le briciole restanti sono state divise tra i periodici e la pubblicità su Internet. Quota 2,2 milioni, invece, per gli investimenti sul poker online, in aumento del 4%, con una cifra che corrisponde a un quinto della spesa totale per quanto riguarda la pubblicità dei giochi. In rialzo la spesa per gli investimenti riguardo le lotterie: sono stati spesi circa 2,3 milioni di euro, circa il 14% in più. Ancora una volta, la stragrande maggioranza dei soldi (1,7 milioni) è stata destinata alle TV. In crescita soprattutto le lotterie tradizionali (63%), ma anche i gratta e vinci (12%).

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